17 apr 2010

TOURIST TROPHY ALL'ITALIANA PART II

photo by A. o. C.



rear view big curve of the Death


front view big curve of the Death

E' una curva enorme che non finisce mai, con un piccolo tratto di pochi metri di rettilineo prima di rituffarsi in una lunga apnea... ( scendendo in direzione mare), con lo sguardo che fugge sullo strapiombo e sul mare che ipnotizza lo sguardo in un frangente in cui ogni pensiero deve essere escluso mentre fai questa curva. Affrontarla nel senso opposto in salita offre un po' piu' di conforto, ma x me il suo senso è nel verso in foto: in discesa.
Questa è solo una delle incredibili curve che questo tratto di strada offre, in un susseguirsi senza fiato di emozioni uniche. In California esiste un tratto di strada, the Angeles Crest, che è davvero una meraviglia, ma credo che pur essendo decisamente piu' lunga, sicuramente piu' famosa, non offra le stesse difficolta' tecniche che questo circuito possiede. In Europa esistono numerose strade mozzafiato, chi è andato in Spagna puo' confermarlo, in Galles , o in Italia ... Comunque per farlo forte è necessario memorizzarlo bene, perche' se hai paura il risultato è completamente asfittico e sterile, e anche frustrante. Ci vuole la giusta dose di determinazione perche' sbagliare qualcosa puo' diventare molto spiacevole, e farlo male o senza verve fa sentire molto pivelli.
Dopo aver visto qualcosa in giro, anche se non sono un grande esperto assoluto, io dico che questa strada è assolutamente piu' difficile e impegnativa del circuito dell'isola di Man, piu' suggestiva, non concede soste nella concentrazione, e offre ad ogni curva una meraviglia e un senso di stupore nella conformazione delle stesse (un esempio che cito, una discesa- salita che alla fine, all'apice entra immediata cieca in una curva a destra e immediatamente in discesa a sinistra, roba da far impallidire Joe Dunlop. Senti le sospensioni anteriori schiacciarsi mentre stacchi alla fine della salita, poi devi subito lavorare improvvisamente per piegarti a destra, poi scarichi il gas mentre scendi a sinistra , e senti la moto che carica il mono e anche davanti mentre scendi fortissimo in picchiata, e in queste condizioni devi nuovamente staccare e scalare dalla terza in seconda per entrare di nuovo a destra, la moto scoda un po', in un assetto assolutamente incomprensibile, una strada da campionato ( siamo alla altezza della contrada Monte Scopa).
In queste poche volte che l'ho fatta, ho visto un po' di gente andare fortino. Ma nessuno farla x Davvero. In ogni caso pennellare i suoi asfalti, svolazzare allargando e stringendo, se sei in uno stato di grazia e ti lasci portare forte, è un piacere che non pensavo potesse esistere.
Aggiornamento al 18.Aprile.2010
Dopo aver intercettato per due volte gruppi tribali locali con moto ipersport, averci parlato, e partecipato alle loro abitudini per due volte, appunto, a questo punto mi sorge questo quesito: quale è il limite tra il divertimento, il pericolo, l'incoscienza, e il mettere a repentaglio la sicurezza altrui ( auto e biciclette). Una domanda che ho posto a me stesso dopo aver toccato con mano un certo tipo di subcultura a 2 ruote. Quando il divertimento assoluto diventa roulette russa, allora RC6 non ci sta piu' dentro.
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A never ending enormous curve, falling down with no breathe to the sea at the visible horizon, escape experience with your sight just when you need no thing in your mind.
This is just one of the incredible hairpins we have been given in this amazing piece of land.
I can't deny the existence of beautiful roads ( the Angeles Crest in California, the Wales lake districts, the Spain), but i can say this is a one you can fail, between the tendency to be scared and to frustrate yourself such as a grenhorn. Anyway, the magnificence of a great driving experience is so guaranteed here. Braking hard in total blindness, right or left curves rolling down, the fair ground of emotions. A circuit where you really need a big knowhow on 2 wheels, and that's it. I have seen a lot of people doing it fast, but no one for Real.
April.18th updating
Head off 2 times tribes of Hypersporty people: shared their abitudes and attitudes on this road;
now my big question is: what's the dark line between the joyride, and the unconsciousness driving; between the hazard and the safety of people surrounding us. I've touched with my hands this matter, and I wonder... No ifs or buts... Roads and our bikes and people are not russian roulettes, and RC6 goes out from this kind of subculture. I love drive fast, but conclusively, once and for ever, a road will never be a circuit for blue jeans jam session on hypersport bikes. Our head is our limit.