18 lug 2011

A DIFFERENT KIND OF BLUE PART VIII






by S. Lamanna
lyrics by erz


Ogni uomo ha un rapporto difficile con il proprio tempo e ne vede spesso il tramonto quando la sua stessa vita gira verso le somme finali. Parlo ovviamente di quelli che rimangono alla giostra degli anni e delle età; discorso a parte per chi se ne va prima travolto, stravolto o suo malgrado coinvolto in qualcosa d’altro da sé.Eppure credo che gli uomni di questo tempo siano costretti invece ad essere un'eccezione nel ciclo delle generazioni che susseguendosi si parlano del mondo.


Il mondo così come lo vediamo e come viene raccontato è un progetto finito.Una bieca e crudele idiozia guida le azioni di una ristretta cerchia di persone oggi al comando delle leve. Essi hanno modificato morfologicamente la visione che le masse hanno del mondo, hanno creato le masse rinforzando i limiti e livellando al basso la percezione cosciente della realtà. Hanno costretto la popolazione a rinunciare a se stessa ed alla comunità che rappresenta definendo senza possibilità di differenziazione un recinto delle attività,delle arti e delle professioni simile alle riserve delle mandrie di animali da macello.


Un inarrestabile leviatano di cemento desertifica le esistenze ed il futuro di milioni di persone, agglomerandole in non-luoghi e non-vite sub urbani .


Una fabbrica di veleni e fiele si è inserita nel nostro ciclo del cibo, trasformando quest’ultimo in una deviata chimica delle sostanze che da nutritive sono disidratate in ormo-allucinogene, ossia immettono ormoni artificiali per creare reazioni di vita artificiale, istinti bassissimi e criminosi, ricerca continua del piacere fine a se stesso.


Nella mirabolante bugia chiamata economia moderna, macchina di falsi sogni che in fatto di illusioni è pari solo al cinema, oggi chiamano a raccolta la masse da allevamento ( ossia la quasi totalità di noi) a nuovi sacrifici, cioè a nuove sottrazioni del velo-sogno economico, velo che pian piano dagli occhi sta cadendo.


Ovviamente ‘hanno paura’ della reazione, ossia di non potere avere polizia sufficientemente drogata da reprimere l’assalto ai forni. Parlavo di bieca e crudele idiozia: un’accurata, reale intelligenza non avrebbe mai creato un tale sistema di realtà sostituita.


Senza far rumore agisce in noi un’ onda di amarezza che prima o poi ci sommergerà, abbandonandoci alle nostre esistenze piene di problemi e di ineffabili miserie mentre l’unica cosa certa sarà lo spegnersi dei ricordi, delle persone e pian piano anche del nostro istinto di vivere.

Per questo la parola rivoluzione definisce una necessità più che una scelta, una percorso obbligato più che una questione ideologica. E a poco valgono i parolai, i rivoluzionari di mestiere, libri e stupide canzoni: chi li produce sta in fila d’attesa pe entrare nella banda degli idioti.Guardate rotocalchi,manifesti e palchi, e capirete.


Ciò che ha senso è solo lo sguardo sul tempo, su quanto ne rimane a noi e sulla qualità di quello che lasceremo a chi verrà dopo di noi.